Referendum indipendenza Punjab

“Come ti chiami?”. “Singh”. Tutti i sikh ricevono con il battesimo (amrit), il cognome Singh, invece le donne Kaur. Mantenere un unico cognome significa liberarsi da qualsiasi casta, che nel subcontinente dell’Asia meridionale viene identificata dal cognome. Assumendo un solo cognome comune venne eliminato qualsiasi discorso legato alle caste nelle famiglie sikh. Tutti sono uguali. L’equità è impressa nei loro nomi da sempre. Ho incontrato Singh davanti al Gurdwara di Modena. Non era d’accordo su come avessi sistemato il mio turbante. Me lo ha tolto e rimesso in un modo più consono ma decisamente più scomodo. Non parlava una parola di italiano e comunicava con un inglese davvero difficile da comprendere. Mi ha fatto visitare il Gurdwara e poi ha insistito per portarmi da qualcuno che doveva spiegarmi qualcosa. Curiosa, l’ho seguito.

Dopo una lunga e confusa camminata incalzante controcorrente rispetto al corteo che in quel momento si stava svolgendo nella città, finalmente abbiamo incontrato Jas. È grazie a lui che ho scoperto che i sikh vivono una situazione politica molto complicata in India. Qui in Italia, ma anche in America e in altri Stati europei, esistono molte comunità sikh perché nella loro terra non si sentono liberi di poter esprimere la loro identità culturale.

L’India è una nazione composta da tante religioni e tante lingue diverse e ciò che i sikh desiderano è avere una terra in cui sentirsi a casa ed è per questo che è stato organizzato in Italia, a Brescia, il terzo referendum non governativo per l’indipendenza del Punjab con lo scopo di registrare il numero di sikh che desiderano l’indipendenza della regione del Punjab, la loro terra di appartenenza originaria e chiedono di poter esercitare il diritto all’autodeterminazione dei popoli. 

Molti sono però i dubbi sul partito politico, il Khalistan, che andrebbe al potere, ma anche sul movimento Sikh for Justice, che si è occupato dell’organizzazione dei referendum, è considerato un movimento terrorista dal Governo indiano.

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Sono Simona Losito, ho studiato Sociologia e Giornalismo e mi interessa osservare la realtà e poterla comunicare. La fotografia è il mezzo principale con cui ho scelto di farlo. Le immagini sono in grado di fornire in modo immediato un significato e insieme alle parole diventano uno strumento molto potente.

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