Cabiria.L'immagine della follia a parma

Alla base del progetto di tesi da cui è nato il reportage c’è la curiosità di scoprire se la follia, dopo circa quarant’anni dalla chiusura dei manicomi, si sia reintegrata nella società, se abbia ritrovato un ruolo da ricoprire, se sia stata accettata e come questo sia avvenuto. Mario Tommasini, assessore ai servizi sociali del Comune di Parma negli anni ’80, è stato tra i primi a realizzare una risposta territoriale nella città di Parma per tutte quelle categorie in difficoltà protagoniste delle lotte per la chiusura dei manicomi in Italia. Così è nato un reportage sulla realtà vissuta da chi soffre o ha sofferto di malattie mentali al fine di mostrare un’immagine rinnovata di ciò che è stata la follia in passato. Cabiria è una Cooperativa Sociale che a Parma offre servizi e lavoro a persone svantaggiate e dà la possibilità di una vita piena a chi si sente vuoto. 

I protagonisti delle fotografie sono i principali partecipanti alle iniziative della cooperativa, iniziative che non si risolvono in quanto documentato tramite le immagini, ma prevedono anche la gestione di gruppi appartamento e assistenza per chi soffre di patologie più gravi. Lo scopo è quello di enfatizzare attraverso il mezzo fotografico la riscoperta della normalità, alla quale spesso ci si abitua a tal punto da non accorgersi delle difficoltà che si possono provare nel fare tutte quelle cose considerate “normali”. 

Quello di normalità è un concetto talmente complesso che necessita di una circoscrizione di intenti: per normale si intende qui ciò in cui ci si può riconoscere. Come accade nei gruppi di Auto Mutuo Aiuto, ci si confronta, si parla delle proprie difficoltà, ma anche del modo in cui si è riusciti a superarle e, senza dare consigli, offrire la possibilità agli altri di riflettere sulle proprie e altrui esperienze, che possano essere d’aiuto proprio perché ci si può rivedere, o semplicemente rappresentare occasione di ascolto. È quindi la necessità di espressione che si vuole qui concretizzare dando la possibilità di uno sguardo differente, più conforme a ciò che è oggi la malattia mentale, ovvero una condizione che può essere più vicina di quanto pensiamo e non più associabile ad un viso in bianco e nero tra mura intonse, deprimente e lontana dalla “nostra” realtà.

Ciò che si è voluto dimostrare attraverso queste immagini, quindi, è l’interscambiabilità tra normalità e follia.

About

Sono Simona Losito, ho studiato Sociologia e Giornalismo e mi interessa osservare la realtà e poterla comunicare. La fotografia è il mezzo principale con cui ho scelto di farlo. Le immagini sono in grado di fornire in modo immediato un significato e insieme alle parole diventano uno strumento molto potente.

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